Città di Lonato del Garda
Le colline moreniche del Garda hanno da sempre esercitato grande attrazione favorendo l'insediamento di comunità umane fin dalla più remota antichità.
Nel territorio di Lonato è certa la frequentazione umana fin dal Paleolitico Superiore, documentata con rinvenimenti sporadici nei siti archeologici di Monte Gabbione e Polecra e dal Paleo-Mesolitico a Pozze-Fenile Schena, situati generalmente in luoghi rilevati. A questi si aggiungono, nel Mesolitico (8000-5000 a.C.), i siti archeologici di Case Vecchie e Cascina Navicella soltanto per citarne i più importanti, entrambe situati nei pressi di bacini lacustri oggi completamente prosciugati.
Il Neolitico, universalmente conosciuto come il periodo dell'avvento dell'agricoltura, è ben rappresentato da alcuni siti come i Prè, poco distante da Case Vecchie, la Fornasetta e Lavagnone. L'Eneolitico è rappresentato dal ritrovamento di manufatti riferibili alla Cultura di Remedello presso la Palude Lunga e da altri significativi ritrovamenti al già citato sito di Pré. L'Età del Bronzo è rappresentata in tutto il territorio gardesano da un aumento notevole del popolamento umano con la creazione di tipici insediamenti palafitticoli nei laghetti, nelle conche paludose intermoreniche e lungo le coste del lago. Queste popolazioni, identificate come facenti parte della Cultura di Polada, (2000 - 1700 a.C.) il cui nome deriva dall'omonima località in territorio lonatese, circa un chilometro a est dell'attuale centro abitato, sono caratterizzate da grande abilità tecnica e da una profonda organizzazione del tessuto sociale delle comunità che abitano i singoli insediamenti. Numerosi sono i siti archeologici riferibili a quest'epoca sia nel territorio lonatese sia nei comuni vicini. Il più importante sito studiato è il Lavagnone, nel quale sono state riconosciute ben cinque fasi di insediamento sovrapposte che vanno dal Bronzo Antico al Bronzo Medio-Recente e con caratteristiche abitative diverse, dall'impalcato palafitticolo, all'insediamento su bonifica a quello su terraferma. Di rilievo è il ritrovamento, in questo luogo, di un aratro in legno datato al 1800 a.C., conservato nel Museo Archeologico di Desenzano. Dal sito di Polada, scoperto negli anni tra il 1870 e il 1875 in seguito a lavori di bonifica per il recupero della torba, proviene una notevole quantità di reperti ceramici, ossei, litici e bronzei che hanno permesso di definire la cosiddetta "Cultura di Polada" che nel Bronzo antico è riconoscibile in tutto il nord Italia Molti altri siti del territorio lonatese testimoniano la presenza di questa importante Cultura. tra i quali Cattaragna, Maguzzano, Fenil Vecchio e Case Vecchie solo per citarne alcuni.
![]() | La piana paludosa della località Polada;qui presumibilmente si sviluppò una comunità palafitticola dedita all'agricoltura. |
![]() | L'aratro in legno, risalente al 1800 a.C., rinvenuto nella località del Lavagnone e oggi conservato nel Museo G. Rambotti di Desenzano. |
L'Età del Ferro nel territorio lonatese è documentata solamente dal rinvenimento di due tombe di epoca celtica, l'una in loc. Brodena risalente al 300-250 a.C. e l'altra nei pressi dell'abitato di Lonato (viale Roma), databile tra il 300 e il 100 a.C. . Anche nei territori vicini sono rari i ritrovamenti riconducibili al periodo che precede l'avvento romano. Tra questi, degni di nota sono un "santuario" di cultura retica a Monte Covolo e rinvenimenti riconducibili a culture peninsulari (Etruschi) altrove. Ciò è probabilmente indice della marginalità dell'area benacense nell'Età del Ferro rispetto a percorsi commerciali che probabilmente privilegiavano le aree centro padane, adriatiche e liguri. Incerto, a tutt'oggi, è il passaggio tra le culture della prima età del Ferro che anche marginalmente hanno popolato questi territori (Cultura di Golasecca, Cultura Atestina, Cultura Retica), l'avvento dei Celti e, in seguito, della civiltà Romana. I toponimi locali, d'altronde, lasciano supporre influenze dapprima venetiche e successivamente celtiche, che fanno risalire, per esempio, il toponimo Lonato a "Lona" con significato di "altura, collina" nel primo caso, di "laghetto, acquitrino" nel secondo.
L'età romana è invece documentata nel nostro territorio dalla presenza di un importante polo industriale di fornaci per la cottura di laterizi datato al I-III secolo d.C. ubicato a sud di Lonato, sulla strada tra Desenzano e Castiglione. In loc. Pozze - Fenile Schena si sono invece individuate, a partire dagli anni sessanta, alcune aree di insediamento abitativo quali ville agricole o di maggiore importanza che, supportate dal rinvenimento di tessere di mosaico, materiale edile, ceramica e frammenti di statue, nonché da alcune foto aeree e da rilievi con moderne tecniche geofisiche, fanno pensare alla presenza di una imponente struttura organizzata quale una grande villa con pars rustica e pars dominica o, secondo alcuni, ad una mansio posta a servizio della Strada Romana che da Verona si dirigeva verso Milano. A non più di due chilometri da qui, in loc. Monte Mario, rinvenimenti di oggetti ceramici, tessere musive e tombe attestano la presenza di un'abitazione di una certa importanza. Ritrovamenti minori (cippo funerario ad Arriga Alta, epigrafe in loc. Corlo, edifici a Monte Ombrellone, Monte Regina, Pietra Pizzola,...) completano il quadro dell'insediamento romano nel territorio lonatese.
Per maggiori informazioni http://www.geocities.com/polada
Associazione Storico Archeologico Naturalistica "La Polada"