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Cittā di Lonato Città di Lonato del Garda

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Palazzi Patrizi

Cinquecentesco č il palazzo Savoldi, oggi Canale; nei primi anni dell'Ottocento per iniziativa del magistrato G.B. Savoldi fu decorato dal pittore Pozzoli di Bedizzole con ottime inquadrature e affreschi. Passō dai Savoldi al dott. Enrico Porro e poi ai Canale. Notevole nell'interno il portico a sei campate divise da belle colonne con capitelli ionici. Della primitiva costruzione č rimasto solo un bel salone a pian terreno che conserva la struttura cinquecentesca con decorazioni dell'ottocento.
Documento di elegante e solida architettura del '600 č il palazzo Carpaneda di via Tarello n.18. Portale di pietra, al piano terra sette finestre con belle inferriate in ferro battuto e mensole di pietra. Al primo piano sull'angolo, presenta un bel balcone sostenuto da mensoloni che dānno eleganza a tutta la facciata. Molto interessanti all'interno tre sale cariche di decorazioni a stucco di pieno barocco.
Settecentesca č casa Robazzi, ora Girelli, a classica pianta ad U con basso portico interno e con la zona nord arricchita di un sinuoso balconcino. Belle porte ed una sala decorata con motivi monocromi neoclassici ed una medaglia ovale di pregio. In un saloncino si conserva un bel camino del '500.

Palazzo FranceschiniPalazzo Franceschini e casa Orlandini testimoniano la floridezza del periodo di dominazione veneta.

Casa Orlandini

Conserva ancora linee cinquecentesche casa Orlandini con loggetta d'angolo a cinque arcatelle sostenute da colonnette ioniche ed un bel balcone in ferro battuto sostenuto da mensole di pietra. Elegante č anche il portico interno di cinque campate a tutto sesto con colonne toscane.
Del 1700 č palazzo Zambelli giā sede della Pretura (restaurato nel 1961). Sulla facciata esterna č stata murata una lapide ricordante la battaglia di S. Martino del 24 giugno 1859.

Palazzo ZambelliTra i molti edifici privati di valore storico e architettonico, il palazzo Zambelli ex Pretura, qui colto in un interno.

Sempre settecentesco č il palazzo Gandolfini in via Girelli, sulla cui facciata esterna č stata apposta una lapide ricordante un fatto della 1^ guerra mondiale. Sul marmo č riportata la seguente scritta: "Qui sostō il 19 aprile 1918 S.M. il Re Vittorio Emanuele III' recando la sua augusta parola di incoraggiamento e di fede al Comandante Generale Albricci alle truppe impazienti di portare nelle terre di Francia le fortune della patria". "In questa villa dove l'ospite prese le mosse per la Francia - nella primavera del 1918 - il Comandante del 2° Corpo d'armata le cui truppe conquistarono in quelle terre a prezzo di gloriosi sacrifici nuovi imperituri allori alle Armi italiane".