Pieve di S. Zeno

Pieve di San ZenoAbside della Chiesa di San Zeno
L'abside della chiesetta di San Zeno ricorda la presenza celtica a Lonato:
si notino in particolare le teste sul fregio.

La Pieve, dedicata a San Zeno, sorge su di un cucuzzolo isolato, appendice del cordone morenico del Garda dove, verso ovest, inizia la pianura alluvionale. L'insediamento, di età romana, che comprende la Pieve, si estende tra le località Pozze e Fenile Schena; in questo bacino insediativo, nel Medioevo, si collocarono due importanti luoghi di culto: la suddetta Pieve e la chiesa dedicata a San Martino. Per quanto riguarda San Zeno, incerta è la sua intitolazione, diffusa in territorio bresciano, che può sottintendere un'antica dipendenza dal monastero veronese od una semplice devozione, considerato che nel 1145 la Pieve ed il castello erano giuridicamente annessi al Vescovato di Verona. Nel XII secolo si era già delineato, in Lonato, l'attuale assetto insediativo con lo spostamento dell abitato due chilometri più a sud; la sede religiosa persisterà, ancora a lungo, nella vecchia Pieve. La Struttura, nelle dimensioni attuali, occupa gran parte dell'area sommitale. Orientata a est-ovest, ad aula unica di metri 26,5 per metri 8,5 con abside semi-circolare e prospetto a capanna. Addossata al perimetrale sud, vi è la sacrestia a pianta rettangolare e tetto ad uno spiovente. Le murature, apparentemente omogenee, rivelano una complessa stratificazione riconoscibile dalle differenti apparecchiature murarie; varietà di materiali lapidei, delle lavorazioni e delle malte, conducono a due fasi costruttive in età romanica. Il tratto inferiore, verso ovest, delle pareti della chiesa, è caratterizzato da un parametro in pietre spaccate, per lo più di piccole dimensioni e disposte in corsi regolari. Nell'abside e nella maggior parte dei particolari è impiegata pietra arenaria di colore grigio ferro, tagliata e levigata; nella facciata, unico elemento della chiesa che risulta alterato nella propria originalità, i conci di varie dimensioni rimangono a vista. La facile duttilità del materiale ha permesso di creare, soprattutto nell'abside, un ricco motivo decorativo con sei sottili lesène che poggiano, al piede, su di una mondanatura e terminano, in alto, con capitelli scolpiti raffiguranti teste bifronti sormontati, a loro volta, da archetti pensili. Nelle specchiature si aprono tre monòfore strombate con archetto monolitico a tutto sesto.
La Chiesa è stata restaurata nel 1980-'81 dal gruppo Alpini di Lonato. Attualmente, raramente aperta al pubblico, conserva gelosamente l'immagine della Madonna di Czestochowa dono di Papa Giovanni Paolo II.